Catalogo Dicembre 2008

 

Gli estimatori di Nicolàs Gòmez Davila direbbero che il nostro è come muoversi "in margine di un testo implicito", dove il testo implicito è il “clima” che l’azione mira a trasformare in un altro come unica risposta al prorompente bisogno di reazione al male che si è insediato al potere ed unica arma per farlo cadere.

L’instaurazione di un “clima” nuovo (o la restaurazione di un precedente migliore?) richiede poche regole e molta azione, con    obiettivi che andranno a perfezionarsi mano a mano, con il metodo del tiro col mortaio, dove l'effetto di un tiro fornisce istruzioni e coordinate per il colpo successivo.

Fra le poche regole ci è parsa di grande efficacia quella di rendere impersonale l'azione individuale. Un Gruppo che abbia bisogno di leader appariscenti si somiglia a quel popolo sventurato che ha  bisogno di eroi. Chiunque può aderire al Gruppo “Terzo Occhio", ma deve rinunciare a firmarsi. Il Gruppo si manifesta all'esterno solo per il tramite di un Portavoce.

 
 

Gruppo Terzo Occhio

Cultura e salsiccia

 

[…] I primi cinque anni dell’era Torchi sono più che sufficienti per convincere chiunque che, dal punto di vista politico, è lecito fare le seguenti proporzioni: 1. Torchi sta alla Politica come un radio-cronista sta ad un venditore di pentole con il fondo spesso ben un centimetro; 2. Cavallo sta alla Cultura come Benedetto Croce sta alla “Sagra della salsiccia”.

I due avevano cominciato bene, cambiando la denominazione dell’Assessorato alla cultura in Assessorato alle politiche culturali. Abbiamo pensato che, in tal modo, volessero sottolineare un principio incontestabile: un uomo di cultura è cosa diversa da un organizzatore di cultura. Ci sbagliavamo, perchè i due non hanno resistito alla tentazione di accreditarsi come uomini di cultura, cosicché, mentre l’uno ha cominciato a recitare proprie poesie al Teatro Garibaldi, l’altro si è fatto riprendere mentre “vendeva” le “glorie della nostra Città” come vendesse batterie di pentole con fondo spesso quel buon centimetro che vale il suo “65% dei votanti”.

I due fanno coppia e stanno insieme perchè hanno in c[C]omune un “interesse” comune ed una comune “ignoranza”. [...] (stralcio)

 

Formato 10x14.

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Gruppo Terzo Occhio

Società Carlo Papa: censura hitlerianstalinista.

Un episodio emblematico del clima culturale nel quale si sono svolte le ultime elezioni comunali a Modica.

 

 

 

[...] ci hanno avvertito che, da qualche tempo, di notte, nei pressi di Santa Teresa a Modica Alta, si aggira un  personaggio intento a valutare con cura quale sia l’angolo migliore della piazza ove allestire la pira sulla quale abbrustolirci, fra il gaudio dei mediocri e il tripudio dei voltagabbana.

Il nostro persecutore, forse accecato dall’ira, non sa, che le parvenze non bruciano?

In verità, se potessimo condividere la sorte di grandi uomini che nel fuoco conclusero la loro esistenza, ne saremmo onorati. Giordano Bruno finì al rogo per aver lottato strenuamente contro l’arroganza del potere.

Noi ci battiamo perché ogni modicano possa conseguire la libertà vera, non la “libertà di”, ma la “libertà da” [...]. (stralcio)

 

 

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  Sommario

Primo incontro: Prologo

Secondo incontro: rapporto tra politica, cultura, visione del mondo, 18

Terzo incontro: microfisica del potere, 34

[La radiografia del potere. Chi gestisce il potere a Modica. La campagna elettorale: le varie liste].

Quarto incontro: Dalle democrazie mafiose di Panfilo Gentile alle ...quattro famiglie modicane

Quinto incontro: metodologia dell'azione, orientamenti per la costituzione di un Movimento capace di avviare un possibile recupero della democrazia.

Sesto incontro: agire fuori dalla gabbia

Appendice, 61

Apparato probatorio, 63

Querelle Carmelo Modica, Carmelo Carpentieri, 69

Querelle Carmelo Modica Piero Torchi Lucifora, 76

Querelle Gruppo Terzo Occhio, Presidente Società Carlo Papa, 78

 

Formato 21x29 pp.84, collana Gli ingombranti

 

 
 

Trilogia di Bernaldo Del Bianco

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Le brevi Agiografie

VITA DEI SANTI RICHARD Minardito, servo di Dio e di Meno Rossofù, chiamato il Saulo siciliano.

Opera preziosa, perchè riporta il Movimento dei Voltagabbana, Ordine di Carmelitani e Riccardiani Scalzi che non si tolsero mai le Scarpe.

Per il Signor Benedetto Rattingen Vescovo di Stoccarda, che conobbe i due Santi e ne descrisse i miracoli. [...]

Riccardo Minardito,

il santo che lasciato il podere per il potere, si ritrovò di nuovo nel podere di Padre Pio. Mai punito dal Santo, di cui falsificava la fede, il Minardito sostenne di essere salito al cielo durante una teofania in una notte di tregenda. E siccome gli piaceva vantarsene, disse che la notte era di quadregenda [...]

 

Meno Rossofù,

Vergine, santo della Congrega dei Filoferroviari,  i monaci che predicavano sui treni. Nato a sinistra, stanco di essere sinistrato, passò alla destra, dove fece alcuni miracoli, soprattutto per se stesso. 

Dott. Saverio Terravecchia,

scrittore e santo. In grado di scrivere un libro all'ora, fu Bibliotecario del Vaticano e Rappresentante della AZASI (Associazione Zionistica Atlantica Siculo-Italiana). In altre famose pubblicazioni,[...]

 

 
 

Le petizioni dei quartieri dimenticati

 

I Quartieri e le Contrade Sorda, Cava Ispica, Frigintini e Dente, solo per citare i più antichi, sorsero a Modica ancor prima di quelli di Siena. [...] Modica, come Siena, è uno dei maggiori centri artistici d’Italia che conserva ancora le famose contrade, quelle che nella lingua modicana si chiamavano quartieri de zondemaris, zone della città aventi particolari caratteristiche topografiche e storico edilizie. [...]. Lo scrittore cinese della Dinastia dei Ming, Chan Chu Lin, dà una grande descrizione della città che vide ritornando con Marco Polo. Vi erano più Quartieri che persone, e più animali che cristiani. In quel periodo, l’architetto della Manciuria, Min Che Mahr, costruì i famosi giardini che si possono ancora ammirare, e che hanno la stessa lunghezza della Muraglia Cinese. [...] Per costruire tale giardino, dove si svolse il primo Palio del mondo, furono impiegati mezzo milione di operai, tre milioni di vasi da fiori e cinque milioni di alberi. Giardinieri da ogni parte del mondo vennero a Modica per imparare l’arte dell’ombra, come i cinesi chiamarono i grandi gazebi fatti con le piante di gelsomino e fichidindia. L’UNESCO, sapendo tutto questo, ha voluto premiare la città. Resta solo da aspettare chi premierà adesso l’UNESCO! British Encyclopedia  - (Alla voce Modica, 18 Vol. pag. 6677)

 

 
 

ACCADEMIA MONICANA DI ARCHEOLOGIA

“Mal Comune, tutto gaudio” 

Notizia per la Reale Accademia Svedese

di due importanti scoperte fatte dall’Archeotipologo  EQUINATE, Fondatore della

Accademia di Archeologia Aerea e “Sub Maris”,

nonché

affondatore della città di Monica,

Presidente della Duchea della ZONA,

Speleologo, Vulcanologo

e Meccanico di Biciclette .

 - I Quaderni scoperti - 

Monica, All'insegna del Porco d’Oro

1999

 
 

Lettera aperta a Riccardo Minardo

 

Onorevole, "Mistico" e Voltagabbana

 

a cura del Gruppo “Terzo Occhio”

 

Minardo, Onorevole Riccardo, 

Lei incarna l’icona perfetta del voltagabbana, ancor quando ci amareggi constatare che a Modica Lei si trova in affollatissima compagnia.

Lei è la vivente realizzazione di quel modo d’intendere la politica cui va attribuita la responsabilità d’aver condotto il Paese alla deriva, rendendolo moralmente sordido, civilmente arretrato e disastrato economicamente.

 

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Collana I pizzini

Gruppo Terzo Occhio

Lettera aperta al Sindaco di Modica

Pietro Torchi Lucifora

  [...] Ci concede la facoltà di propiziare nella Sua coscienza la nascita di un processo di ribellione?

Il famoso filosofo cinese del IV secolo a.C., Zhuang-zi, diceva: ”Un cane non è un buon cane perché sa abbaiare bene, e un uomo non è un saggio perché sa parlare bene. Non basta sforzarsi per essere grandi, e ancor meno per essere virtuosi. Di tutte le cose del mondo, il cielo e la terra sono le più grandi, eppure non fanno niente per esserlo. Chi possiede la grandezza non ricerca nulla, non perde nulla e non rimpiange nulla. Non si lascia influenzare dalle cose; trova in se stesso risorse infinite, imita gli Antichi senza esserne modificato. Questa è la verità del grand'uomo.

Signor Sindaco la smetta di “abbaiare bene”, e provi a far bene, adoperando il male che lo ha portato al potere per trasfigurarlo, ed offrirci una testimonianza della saggezza e della civiltà che, ne sono certo, troverà in se stesso, se le cerca.[...] (stralcio)

 Personaggi

Don Calogero

Il Professore

Voce Recitante

 

Formato 10x14.

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La formica e la cicala

 

Versione aggiornata

 

La formica lavora tutta la calda estate; si costruisce la casa e   accantona le provviste per l'inverno.

La cicala pensa che, con quel bel tempo, la formica sia stupida; canta, ride e danza, e gioca tutta l'estate.

Poi giunge l'inverno e la formica riposa al caldo, ristorandosi con le provviste accumulate.

La cicala, tutta tremante di freddo, s’incatena ai cancelli del Ministero di giustizia e, senza grazia, esige che si convochi una conferenza stampa dove possa porre la questione del perché la formica abbia il diritto di stare al caldo ben nutrita, mentre altri, meno fortunati di lei, muoiono di freddo e di fame.

 

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L’atto unico si svolge in un periodo che non ha determinati e ben precisi riferimenti storici, politici o sociali. Con personaggi talmente realistici, sin troppo forse, da non sembrare veri; o meglio: con personaggi immaginari — se avalliamo le ragioni del copione — che, pur rimanendo nell’ombra, invece, esistono parlano vivono in mezzo a noi, quotidianamente. Realisticamente anche al di fuori del contesto scenico.

Don Calogero è l’archetipo del siciliano servo della gleba che si è riscattato dalla povertà, dall’atavico servilismo e dal bestiale, nel suo caso, lavoro manuale.